INFORMATICA E SCUOLA

Nessuno ormai dubita che la scuola deve avvicinarsi al mondo del computer sin dalle elementari. I bambini ormai già vivono in un ambiente informatizzato e certamente vivranno in un modo sempre più ampiamente informatizzato. La scuola  non può ignorare questa realtà. Occorre senza dubbio una alfabetizzazione informatica: il problema è in che cosa essa debba consistere. I programmi della scuola elementare , in effetti, prendono in considerazione anche l’informatica: ci sembra però che riservino ad essa un angolino troppo piccolo, inadeguato all’importanza della disciplina: solo qualche rigo, nascosto quasi nel capitolo della matematica nel paragrafo relativo anche alla probabilità e alla  statistica.  e,precisamente, l’ultimo rigo nelle “indicazioni  didattiche”: meglio che niente!. D’altra parte questi aspetti risultano anche in buona parte superati. Maggiore spazio dedicano invece i programmi della Scuola Media ma la situazione non è poi molto diversa. Occorrerebbe, quindi, dare maggiore spazio a questa disciplina che, a nostro parere, dovrebbe essere posta in evidenza come disciplina autonoma anche perché non è affatto vero che essa rientri nella  matematica.

Bisogna anche tener presente che generalmente gli insegnanti mostrano una certa diffidenza  per il mondo informatico, diciamo pure che gli insegnanti meno giovani si trovano in un certo disagio di fronte al fatto che i bambini mostrano più familiarità con il computer e con il suo linguaggio. Ma bisogna accettare la sfida, anche perché, come vedremo la superiorità dei ragazzi è più apparente che reale.

Nell’insegnamento informatico bisogna guardarsi da ogni facile tecnicismo: la scuola non deve ridursi a  insegnare  a usare materialmente il computer, ad aprire cartelle e copiare files: questo il ragazzo lo impara già da solo, con l’aiuto  dei  più grandi.  La scuola deve avere il compito di guidare gli alunni a formarsi quelle strutture mentali che rendano possibile la comprensione del linguaggio dell’informatica. Strumento fondamentale a tale fine è ,come prescrivono i Programmi per la scuola elementare il “tracciare e interpretare i diagrammi di flusso per la presentazione di adeguati processi “. per fare questo, in effetti, non occorrono nemmeno i computer: bastano carta e matita.

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L’INFORMATICA NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

È ormai abbastanza frequente imbattersi in esperienze di laboratorio d’informatica anche nelle scuole dell’infanzia: la formazione alle nuove tecnologie non può che partire da questo ordine di scuola, dove si pongono le basi del successivo sapere. L’introduzione del computer nei primi anni della scuola dell’infanzia può far leva sulle conoscenze e sulle performance che già i bambini mostrano di possedere e può basarsi sul lavoro di gruppo e sulla didattica laboratoriale. Il bambino di oggi vive in un contesto esperienziale che gli offre l’opportunità di interagire già dall’età della scuola dell’infanzia; il rischio che si corre è che utilizzi questo strumento solamente per giocare, subendone il fascino, senza un uso programmato e consapevole. Il computer quindi rappresenta una costante della vita dei bambini e la scuola non può ignorare tale realtà, ma è suo compito, invece, individuare progetti e strategie che avvalorino sul piano pedagogico il mezzo informatico e sappiano accompagnare l’uso del computer ad adeguate forme di mediazione didattica. Il PC viene infatti visto dal bambino come uno strumento per persone grandi, quindi contribuisce a mantenere l’autostima a livelli adeguati.

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UN PROGETTO SPERIMENTALE: I TABLET A SCUOLA

Ecco un esempio di progetto che si potrebbe sperimentare in una scuola primaria basato sull’utilizzo di tablet da parte dei bambini.

Ecco il pensiero degli insegnanti che hanno portato avanti il progetto:

-Riteniamo che gli strumenti informatici possano costituire un ausilio importante al metodo integrativo tradizionale. Consentendo un semplice accesso e fruizione a risorse multimediali, consentono agli alunni di fissare i concetti affrontati attraverso associazioni visive e animazioni che riproducono il reale contesto di uno specifico argomento. La strutturazione degli argomenti attraverso forme quali l’ipertesto, consentono di approfondire particolari temi prima di tornare al argomento che ai sta studiando.
Gli strumenti tradizionali attualmente in uso nelle scuole non consentono agli alunni di beneficiare immediatamente dell’accesso a queste risorse in quanto richiedono un overhead di conoscenza necessario per il loro utilizzo. I ragazzi devono prima imparare ad usare mouse e tastiera, apprendere i rudimenti del sistema operativo e dei principali programmi per poter iniziare ad utilizzarli. Per altro così come funzionano oggi, i computer possono essere causa di continua distrazione Per menti giovani, curiose e poco focalizzate Inoltre a nostro avviso l’insegnamento dell’ informatica nelle scuole primarie e secondarie si concentra sull’insegnamento delle tecniche d’uso (che per altro i nativi digitali non hanno difficolta’ ad apprendere) non avendo più tempo per affrontare tematiche piu’ importanti ed utili nel percorso di studio. Se qualcuno e’ in grado di spiegarci cosa serve insegnare ad un bambino come fare un disegno con ms draw o a fare un presentazione con powerpoint e’ invitato a farcelo sapere!

 
 
 

Analizzando l’attuale approccio nell’uso scolastico dell’informatica, non e’ difficile condividere molte delle considerazioni di Clifford Stoll nel libro High Tech Heretic
Siamo convinti invece che mediante l’utilizzo di strumenti più immediati quali i tablet, sia possibile superare quella barriera e complessità iniziale consentendo immediato accesso a risorse pregiate. Certo queste risorse vanno selezionate e presentate in modo da mantenere focalizzata l’attenzione dei ragazzi.
E’ per questo che abbiamo identificato e sviluppato una serie di soluzioni che distribuiamo con il nostro tablet. Con il nostro strumento abbiamo pensato di aiutare i bambini / ragazzi con problemi di dislessia, ma nei test effettuati e’ emerso anche un notevole beneficio che puo’ portare a tutti i giovani alunni

 
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BAMBINI DAVANTI A COMPUTER E TABLET: QUALI RISCHI PER GLI OCCHI?

Attualmente, bambini sempre più piccoli si approcciano all’utilizzo di computer e tablet sempre più presto.

l’utilizzo di tali dispositivi ,però, può comportare gravi danni agli occhi, infatti gli schermi televisivi, del computer o dell’iPad, sebbene non emanino radiazioni o campi elettromagnetici in grado di disturbare gli occhi, possono creare alcune problematiche indirette da considerare.

 

Per prima cosa l’attenzione che i monitor sollecitano, soprattutto in età pediatrica, comporta una minore frequenza dell’ammiccamento e questo induce un’alterazione cronica del film lacrimale e, dato che la cornea, il tessuto trasparente che si trova nella parte anteriore dell’occhio, si nutre attraverso l’ossigeno disciolto nelle lacrime non è infrequente che gli stessi videoterminalisti adulti lamentino bruciore, sensazione di corpo estraneo e arrossamento. Il bambino può manifestare atteggiamenti ticcoidi con necessità di contrarre le palpebre in maniera automatica ma compulsiva.

In secondo luogo l’attività ravvicinata a uno schermo (pc, iPad), comporta un costante sforzo di messa a fuoco, che sebbene nel piccolo sia meno costoso rispetto all’adulto, determina comunque un impegnativo stimolo accomodativo, soprattutto quando le immagini in movimento, come accade nei videogiochi, sollecitano tutta la muscolatura oculare interna ed esterna.

La conseguenza più comune è l’astenopia, la stanchezza visiva, che nel bambino può causare una pseudomiopia, ovvero una difficoltà a leggere da lontano pur in assenza di difetti veri e propri, perché il suo occhio rimane focalizzato sulla visione per vicino.

In ultima analisi non possiamo e non dobbiamo dimenticare che l’attrazione esercitata da queste apparecchiature comporta due ulteriori, serie, conseguenze: la sedentarietà, con l’associato maggior rischio di obesità già rilevato nelle nuove generazioni, e l’introversione dovuta al continuo, esclusivo e diseducativo rapporto con la realtà virtuale, che si accompagna invariabilmente a una scarsa propensione al contatto con i compagni di gioco e a un’indisponibilità alla relazione negoziale, non trascurabile elemento del crescere sociale.

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I PRO E I CONTRO DELL’INFORMATICA PER LO SVILUPPO DEL BAMBINO

Oggi l’informatica sta assumendo un’importanza sempre maggiore.

Essa però apre diversi interrogativi, per esempio relativi al modo in cui i bambini possono crescere a stretto contatto con il computer e la rete. Ecco quelli che possono essere i pro e i contro dell’utilizzo dell’informatica nella scuola, secondo il grande studioso Mauro Laeng:

 

 L’avvento dell’informatica nella scuola: ennesima minaccia oppure un’offerta di opportunità?

– L’assimilazione infantile dei dati ambientali: schemi piagetiani e possibilità di stimolazione-accelerazione.

– L’esempio dei videogiochi: dalla ripetitività di riflessi condizionati alla scoperta di strategie. Varietà di situazioni e di esiti.

– Le procedure di scoperta nelle condizioni di informazione imperfetta. Al di qua e al di là dei dati.

– L’esperienza dei materiali strutturali nel primo apprendimento della matematica. I giochi auto-correttivi.

– L’esperienza della calcolatrice tascabile. Suggerimenti per un suo uso euristico nella scuola dell’obbligo. Il confronto con una struttura.

– L’esperienza del micro-computer programmabile. Il confronto con la sintassi di un linguaggio e con la logica di un problema.

– Passaggio dal pensiero pratico a quello intuitivo e a quello operativo.

– Non un nuovo modo per crescere, ma nuovi strumenti per crescere. Dall’utensile alla macchina all’automa.

– Imparare a controllare ed a controllarsi. L’arte del timoniere di fronte alla politica e all’etica. Come essere più competenti e più liberi.

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LA GEOMETRIA PER BAMBINI SU TABLET & SMARTPHONE

Geometria-Montessori21

Grazie a console e tablet, oramai i bambini imparano precocemente e in rapidità il senso di logica, l’alfabeto, le regole matematiche e scoprono un nuovo modo per disegnare su schermi touch screen.

Anche per quanto riguarda la geometria, oggi le varie case produttrici hanno dato vita ad una serie di applicazioni che aiutano i bambini ad apprendere la geometria in modo divertente e giocoso.

Ne è un esempio “Geometria Montessori” che è un’applicazione disponibile per iPhone e iPad che aiuta i bambini ad apprendere una materia che, diciamola tutta, non và genio ai più: parliamo, ovviamente, della Geometria.

     

Geometria montessori è consigliato a bambini fino all’età di 5 anni,che quindi si apprestano ad andare alla scuola primaria, ed apre loro un nuovo mondo fatto di forme geometriche, permettendo di avere un approccio leggero e divertente con lo scopo di aiutare lo sviluppo dello spirito matematico del bambino. Verrà appresa la capacità di organizzare, classificare per ordine, oltre che categorizzare.

Gli strumenti di questo particolare “corso” saranno semplici giochi: quiz, cerca l’intruso, sequenze logiche e così via. Tutto è incorniciato da piacevoli disegni che rendono l’esperienza ancora più piacevole. Una voce in lingua italiana, inoltre, aiuterà il vostro bambino a completare i vari giochi.

Ecco quindi un modo originale e divertente per fare avvicinare i più piccini alle forme geometriche, e perchè no, farli appassionare fi da subito a questa disciplina.

 

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PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’APPRENDIMENTO DELLA GEOMETRIA?

Spesso mi è capitato di domandarmi “perché è così importante imparare la geometria?”.

Alcune risposte sono ovvie, ma sono voluta andare più a fondo per ricercare dentro me stessa risposte meno apparenti e ci sono riuscita leggendo una serie di articoli sulla geometria e la sua importanza.

Un giorno mi sono imbattuta poi in un articolo scritto da una giovane insegnante che ha descritto le motivazioni per cui l’apprendimento della geometria è fondamentale, e mi sono completamente ritrovata in ciò che diceva.

Ecco il suo pensiero relativo alla geometria, che rispecchia totalmente anche il mio:

  Perchè proprio la geometria

  • Perché la geometria è bella      ed importante per tutte le acquisizioni in matematica.
  • Perchè la geometria ha svolto      un ruolo cruciale nella storia della matematica.
  • Perchè non possiede solo un      valore strumentale, come molti credono, ma anche un valore culturale. Per      noi esiste un pensare geometrico
  • Perché nella storia della      scuola si è scelto di puntare all’inizio della scolarizzazione      sull’aritmetica a scapito della geometria ed ora se ne fa poca.
  • Spesso con i bambini più      piccoli ci si ferma a nominare le figure, invece vogliamo cogliere      somiglianze e differenze per condurre gli alunni a concettualizzare      (sc. Infanzia) e formalizzare (sc. Primaria).
  • Perché negli ultimi decenni gli      studi di psicologia dell’apprendimento hanno contribuito notevolmente a      descrivere i processi cognitivi implicati nel calcolo e nella      soluzione di problemi non alla geometria.

 

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